Sebastien Tellier e le notti di neve

 

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Sebastien Tellier non ha fatto un nuovo album e no, Sebastien Tellier non suonerà presto in Italia. L’ultima volta fu quest’estate a Milano, per l’esattezza Carroponte a Sesto San Giovanni. Conservo ancora il biglietto integro, perché quella volta molto scioccamente non ci andai (da quell’esperienza ho capito una cosa molto importante: diffida dalla gente che non è curiosa). In ogni caso vi tedio oggi con Sebastien perchè ho scoperto che è bellissimo passeggiare di notte sotto alla neve, a Milano. Ed è ancora più bello se passeggi insieme alla musica di Tellier.

Con quel suo faccione a metà fra Gesù Cristo (vedi copertina ultimo album ) e una simpatica canaglia russa, di quelle che un attimo prima di spaccarti la bottiglia di Beluga in testa ridono insieme a te delle stranezze delle donne, Tellier mescola pop, elettronica lo-fi e dance realizzando un miscuglio dall’ardua digeribilità. Il suo primo album uscito nel 2001, L’Incroyable verité, era contraddistinto da un lirismo e da una ricerca musicale raffinata che non ha avuto eguali negli altri lavori. Il percorso di Sebastien Tellier appare come quello di un giovane, di belle speranza, d’innegabile talento che a contatto con lo star system ne viene letteralmente galvanizzato.

Dal 2004, Politics, sforna un album quasi ogni due anni: Sexuality nel 2008 (contenente la famosissima Divine ), e nel 2012 My God is blue trascinato dal censurato singolo Cochon ville (non ve lo devo dire, vero, che cochon è maiale in francese….)

Insomma un percorso musicale piuttosto variegato e un uomo narciso che ha costruito un immagine di sé come un gaudente epicureo. Ma a me piace tanto passeggiare sotto la neve insieme a Sebastien….

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