Perché un blog

Avere un blog è come avere un amante: qualcosa di segreto, da condividere solo con le amicizie più fidate, qualcosa che ruba tempo “all’ufficiale”, un tempo che è straordinariamente di qualità, quella tipologia di tempo che scorre non conteggiato, pieno di appagamento. Un amante esigente, che ti obbliga a prenderti nuovamente cura di te stessa, ti costringe a ripensare al tuo valore. Un blog, per una persona che ha la scrittura come missione di vita, è un esercizio prezioso: un tiranno quotidiano da onorare, uno strumento di piacere che fa oscillare tra godimento e sofferenza.

Un blog, in un tempo in cui non si devono fare più blog, perché non fanno fare più soldi – apriti un profilo Instagram e trovati un tipo abbastanza scemo da assecondare il tuo narcisismo e paga un bot per avere follower- è un atto di ribellione. È come camminare sotto la pioggia senza l’ombrello, come andare in contro mano in bicicletta, come vestirsi male quando bisogna vestirsi bene, uscire struccata il venerdì sera.

Aprire un blog è come urlare dalla finestra: speri che qualcuno risponda ma l’importante in realtà è urlare, continuare a urlare per restare vivi.

 

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