Jacopo Benassi

Ieri sono stata a Micro, fra le tante cose che ho visto mi ha colpito il lavoro di Jacopo Benassi. Spezino, con un parterre rocker (che nella mia testa, non so perchè, si sposa benissimo con la città ligure) realizza dei progetti fotografici interessanti e profondi. Il suo è un bianco e nero non banale, e i soggetti si mostrano nudi sia in senso letterale che metaforico. Ti guardano in faccia e sembrano dirti: “Embè, che cazzo di aspettavi?”

Benassi investiga in tutta tranquillità i corpi nei i loro volumi, corpi che raramente vediamo fotografati. E sono come ceffoni in faccia.

I progetti nei loro temi, come ad esempio London Boy o LaSpezia is not Miami, non sono banali ma riflettono la decisione e la scelta di raccontare. Ecco le foto di Benassi raccontano, parlano, e soprattutto ti assorbono totalmente nel loro mondo.

Le sue fotografie sono una boccata d’aria fresca in mezzo all’esercito di fiche-anoressiche-lesbiche che ci fanno vedere la gigantografia della loro vagina e foto sfuocate che vorrebbero essere, brr, liriche. Qui sotto potete leggere una dichiarazione d’intenti dello stesso Benassi che può chiarirvi la sua poetica:

PHOTOGRAPHY MUST DIE: ACCORDING TO THAT,TALKINASS / ENTERS YOUR DATA VEINS LIKE VITRIOL; DIGITAL POISON WHICH CORRODES THE STYLES OF EVERY SOCIAL MEDIA BY TRANSFORMING ITSELF IN A PHYSICAL PHOTO. PHOTOS ARE VERMILION BRUISES AS THEY ARE LOVED WITH PUNCHES. LIKE THE SMILE AFTER A RETCH PHOTOGRAPY IF VIOLATING IS LOVING,SMILE BECAUSE YOU LL BE MUGGED. /

 

 

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